"Cos'è un poeta?" "E' chi descrive con parole semplici quello che hai davanti agli occhi e non sei mai riuscita a vedere; ti fa capire, con la bellezza di un verso, sentimenti che provi ma non sai esprimere; ti apre il cuore alla speranza quando credi che non ci sia più nulla in cui sperare." - Stefano Zecchi in "Amata per caso" -
PER AMORE - -
Per amore - -
cosa farei...
Adagerei petali di rose rosse
per ammorbidire e profumare il nostro letto,
per poter godere di una sensualità
avvolgente e penetrante...
Per amore - -
scivolerei tra le tue braccia
farei finta di cadere e stare male
solo per sentirmi coccolata
avvicinarmi all'inebriante profumo della tua pelle
Per amore - -
scioglierei le mie vesti
in un bagno di soffici lenzuola
mi darei completamente a te
e per te quanto vorrai...
Per amore solo tu sei,
per amore solo tu sai,
per sempre ci sussurreremo all'orecchio
"Ti Amo..."
Solo tua
- - Per amore - -
FRAMMENTI
Annoto passaggi di vita
e frammenti di sogni
di una corsa che mai il tempo
ha provato a fermare
Sono i pensieri e le carte stropicciate
che ora provano a raccontare,
chiusi in una borsa,
segreti e sogni e speranze
E le nostre orecchie
tendono all'ascolto
di cartacce che aprono
scorci di avventure
e frammenti racchiusi
in borse straripanti
Un panico di lacrime che invadono voraci il mio viso come un’alta marea, un fiume in piena impazzito, una cascata d’acqua che scava nelle rocce e leviga i massi talmente è forte.
Rovi e spine si susseguono nel mio cuore ammalato, stanco, incompreso anche da se stesso, dalla parte di sé che non vuole capire, eppur non vuole sparire quel senso malinconico di angoscia che m’attanaglia l’anima e non mi fa vivere – uno spettro che mi circonda e mi soffoca, non posso resistergli e devo morire inghiottita dalle lacrime e dal sangue, dalle sue arcigne risate che pugnalano l’anima – più non sono io, ma chi diavolo sono? Il diavolo si è impadronito di me, ha reso acuto il mio sdegno e insaziabile il mio nervoso, la mia fame di brutte parole e schiaffi alle orecchie, che hanno il solo scopo di affumicare chi mi sta di fronte, affinché poi io possa capire che non ho capito niente… possa buttare su di te tutta la mia sporcizia e la mia schifezza solo per potermi poi specchiare e riconoscere…
Famelici i miei occhi rossi dalle lacrime, bruciano talmente mi sono accasciata al suolo che mi sembrava in un momento di venire a mancare e perdere la conoscenza. Sconforto più totale è la mia parola d’ordine e nero assoluto è il letto in cui riposerò invano, ignara la mia sorte ma non scamperò da questo pessimismo che dilaga, che evade dal mio cuore bianco e dolce e diventa merda dei porci. Questo sì il mio cuore! Questa sì la mia anima! Poiché mi sono gettata in un abisso infernale e se devo continuare a vivere degnamente è solo per pochissime persone e per un angelo che forse c’è apposta per impedirmi di fare cazzate, per impedire a quel nodo mortale di stritolarmi la gola e a quella corrente elettrica nelle mani di stritolare qualcuno.
Incompresa, forse, ma non mi comprendo e non mi sopporto neanch’io, è per questo che le lacrime hanno dignità a scendere sul mio volto, perché si meritano questa sfilata deplorevole, a cantare vittorie sulla mia povera sfortunata sorte. Delirio e depressione, crisi acuta e convulsa sono i cardini di questo pomeriggio, di questa mia esistenza…Perché non sopporto te poiché non riesco a stare con me stessa, eppure è indispensabile per vivere in coppia, e noi non riusciamo.
Solo perché sono una povera fallita cretina, una frana perché non capisco niente, sono piena di paranoie e di pensieri epilettici che non risolvo ma rimangono nella mia mente a deturpare e provocare dolori su malinconie, affanni su disgrazie, atrocità su malvagità e tristezza senza fine… Ma perché, alla fine e al principio di tutto questo, la domanda fondamentale della mia esistenza, non posso essere un ragazza normale e come tutte le altre? Ecco dove sta la differenza e la mia paranoia, la mia vita che si rincorre la coda appesa ad un filo nel vuoto…
Ed ecco la fine dello sfogo, le dita ghiacciate e doloranti, gli occhi in fiamme, non inumiditi ma già all’Inferno, la testa imbambolata appesa ad un enorme masso che tra poco mi porterà nell’abisso scuro dove sono già stata con la mia anima in pena – senza nessuna risposta né conclusione, vorrei continuare a buttare inchiostro su carta ma ora mi fermo.